La mattina del 5 luglio abbiamo ricevuto una fantastica notizia che non vedevamo l’ora di condividere con voi.

Dogs of war victoryGrazie a una campagna congiunta guidata da organizzazioni palestinesi per i diritti umani e supportata da una petizione firmata da 2.500 sostenitori di Palestinian Animal League, l’azienda che riforniva le forze armate israeliane di “cani da assalto” ha dichiarato che non venderà più cani per questo scopo. Come riporta la stampa olandese il proprietario di Four Winds K-9, azienda che in precedenza pubblicizzava orgogliosamente la propria responsabilità nell’esportare il 90% dei cani in uso all’esercito israeliano, ha detto: “non abbiamo mai avuto l’intenzione di violare i diritti umani”. La dichiarazione è stata fatta in risposta allo sdegno suscitato da alcuni video dove i cani vengono deliberatamente scagliati contro bambini e manifestanti pacifici in Palestina.

La campagna è stata principalmente guidata da Al Haq, l’organizzazione palestinese per i diritti umani di più lunga data, mentre PAL vi ha partecipato per denunciare non solo la violazione dei diritti umani che questo uso dei cani causa, ma anche l’impatto che ha sugli animali e sulla società più in generale.

PAL ha fatto notare che l’utilizzo dei cani in questo modo non solo aveva conseguenze sulle persone attaccate ma anche sugli animali stessi. Un altro aspetto del problema secondo PAL era l’effetto a lungo termine che gli abusi sugli animali e sulle persone ha all’interno della società palestinese. Sin dalla giovane età ai bambini palestinesi si insegna ad avere paura dei cani. Le ragione ci sono perché in Palestina chiunque conosce qualcuno che è stato attaccato da un cane aizzato dai membri delle forze armate. Il risultato è che i cani vengono temuti e anche odiati, il che porta ad alti livelli di violenza verso di loro; alcune municipalità attuano metodi di controllo letali della popolazione randagia e a volte sono i singoli cittadini a prendere in mano la situazione ferendo o uccidendo i cani, visti o come un pericolo o come un fastidio.

Dice Ahmad Safi, direttore esecutivo di PAL:

“Siamo felici di apprendere che l’azienda responsabile dell’esportazione di cani usati per attaccare i palestinesi abbia non solo accettato di smettere di fornire questi cani all’esercito israeliano ma che abbia anche espresso pubblicamente la propria preoccupazione sull’uso degli animali come strumenti per violare i diritti umani. Come organizzazione per la protezione degli animali, siamo profondamente preoccupati per l’utilizzo degli animali come armi in ogni contesto e, come palestinesi, è per noi vitale lavorare affinché i diritti umani siano rispettati. Questo è un grande risultato per gli animali e per le persone e ringraziamo Four Winds K9 per aver agito dando ascolto alle problematiche sollevate”.

Il nostro team ringrazia chiunque abbia firmato la petizione “Mai più cani da guerra”. Questo è un risultato fantastico e mostra quello che può essere ottenuto quando i gruppi e gli individui lavorano insieme per proteggere gli animali, le persone e l’ambiente! 

Puoi aiutare i cani randagi in Palestina partecipando al nostro programma Save a street dog! Guarda qui

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