In Palestina, alcune specie rare saranno presto estinte a causa della caccia, del bracconaggio e dell’assenza di leggi di tutela.

In Palestina, alcune specie rare saranno presto estinte a causa della caccia, del bracconaggio e dell’assenza di leggi di tutela.

Dopo tre mesi d’investigazione, ecco il report che illustra i pericoli che minacciano le specie animali a rischio di estinzione in Palestina.

Ramallah- Palestina

In Palestina la caccia, il commercio illegale e il mercato nero legato al contrabbando minacciano molte specie rare di uccelli e di animali selvatici . In particolare i cardellini, le gazzelle, gli istrici e le pernici. Tutto ciò è reso possibile dall’assenza di una legislazione specifica e influisce pesantemente sull’equilibrio ambientale. Per combattere queste attività illegali sarebbero quindi innanzitutto necessarie sanzioni adeguate e procedimenti giudiziari.

 

Di recente, la polizia doganale israeliana ha arrestato dei Palestinesi che contrabbandavano cardellini dalla Giordania per rivenderli in Palestina.La Palestinian Environment Quality Authority  dispone di un elenco di 45 nomi, con indirizzi e contatti, di cacciatori palestinesi sospettati di prelievo eccessivo.

Come vengono contrabbandati gli uccelli?

Una persona di Jenin, che chiameremo X, fissa  un appuntamento con il venditore per incontrarlo ad Amman, in Giordania. . Vanno quindi insieme al ponte di Allenby, mentre gli uccelli, narcotizzati, sono tenuti in gabbia. Una volta che gli uccelli si sono addormentati , il contrabbandiere mette  dieci uccelli circa in due teli racchiusi da una rete metallica, per nasconderli sotto i vestiti.

Dopo aver attraversato il confine ad Al-Karama, X dice che sarebbe andato alla macchina e che , allontanatosi di qualche chilometro dal confine, avrebbe trasferito gli uccelli in una gabbia. Ma gli uccelli si risvegliano  sulla via verso Gerico… 

X rimane anonimo, anche nelle contrattazioni con i venditori, perché sia lui sia i contrabbandieri  hanno paura di essere scoperti e quindi arrestati.

Perché il cardellino è la specie più contrabbandata?

Come ha detto X, gli acquirenti amano il canto del cardellino e, per questo motivo, i contrabbandieri possono guadagnare un sacco di soldi. In Giordania ad esempio possono acquistare un cardellino per tre dinari (circa sei NIS), e poi gonfiare il prezzo fino a 300 NIS in Palestina. Lutfi Abu Nasser, il direttore del Dipartimento di Controllo e Ispezione della polizia doganale, ha affermato che i modi più comuni per contrabbandare gli uccelli sono nascondendoli nei vestiti, in bottiglie d’acqua vuote o in sacchetti di patatine. Agli uccelli viene bloccato il becco, legate le zampe e le ali , sono avvolti in un panno e quindi messi nel tessuto fissato sotto gli indumenti. Esistono, tuttavia, molti metodi ancora sconosciuti. In tutti i casi, gli uccelli vengono narcotizzati  per essere sicuri che non si muovano mentre i contrabbandieri attraversano il confine. Abu Naser afferma che sono state sventate circa il 20% delle operazioni di contrabbando. “Abbiamo impedito sette diversi casi di contrabbando nel 2017, ma la maggior parte dei contrabbandieri è stata catturata dagli Israeliani durante i controlli al ponte di Allenby. Per catturare e fermare i contrabbandieri, noi facciamo soprattutto affidamento sulle informazioni, mentre loro hanno sistemi moderni e accurati”.

Il Dr. Issa Odwan, Direttore Generale dell’Environmental Resources in the Palestinian Environmental Quality Authority, ha spiegato che la maggior parte dei metodi di caccia, come armi automatiche, cani, trappole, ami e bocconi avvelenati, sono illegali. “I Palestinesi non hanno alcun controllo sulle frontiere e il contrabbando di uccelli è gestito dalle guardie di frontiera israeliane. Ciò è positivo per la fauna palestinese, poiché questi uccelli saranno riportati nei loro habitat naturali” ha affermato Odwan.

 

 

Un mercato nero di uccelli contrabbandati

Il contrabbando di cardellini è in aumento!

 Imad Al-Atrash, il direttore dell’associazione per la fauna selvatica, afferma che in passato il contrabbandiere avrebbe catturato e venduto un  cardellino solo su richiesta e solo il numero richiesto. Ora i contrabbandieri catturano e vendono dozzine di uccelli per guadagnare sempre di più. Ai confini settentrionali e meridionali, esiste un un mercato nero tra Palestinesi e Israeliani senza che vi sia alcun controllo di sicurezza.

La caccia agli animali selvatici e il suo impatto sulla biodiversità.

 Un’altra preoccupazione di PAL è la caccia illegale. Una persona che chiameremo  Z, di Birzeit, ci ha detto che con i suoi amici ama cacciare gli uccelli selvatici e gli animali cosi, per divertimento, specialmente in montagna e nelle ore notturne. Usano trappole, cani da caccia ben addestrati e canne da pesca.  Erano abituati a cacciare con armi da fuoco ottenute con regolare licenza, ma hanno smesso per ragioni di sicurezza.

Z  è contro la pesca eccessiva e a volte regala i pesci che cattura ai suoi amici per le serate con il barbecue. Inoltre non pesca durante il periodo riproduttivo per  “salvare il sistema ecologico”. Durante l’anno caccia 8-10 istrici, 2-3 gazzelle, circa 10 procavia capensis e 30-40 pernici.

Il Dr. Odwan ha dichiarato che l’Autorità Palestinese per la Qualità Ambientale sta preparando una campagna sulla prevenzione della caccia. Questa campagna sarà diffusa su tutti i media in primavera, poiché questo è il periodo della riproduzione. È importante sensibilizzare i Palestinesi, in particolare i cacciatori, sull’importanza degli animali rari nella nostra natura. “Organizzeremo tour in tutte le aree per controllare uccelli e animali selvatici e lavoreremo per integrarli come parte essenziale del loro habitat”, ha proseguito Odwan.

Al-Atrash ha affermato che la natura palestinese deve affrontare due minacce: la prima è il sovrasfruttamento e il contrabbando dei cardellini. La  seconda è l’ibridazione degli uccelli, che colpisce i cardellini di razza pura. Al-Atrash prosegue dicendo: “In passato c’erano migliaia di cardellini, ma ora, a causa della loro redditività, sono diminuiti fino a diventare una specie in via di estinzione”.

Gli effetti dell’Occupazione e dell’Apartheid sulla biodiversità.

Il Dr. Odwan ha posto l’accento su come l’occupazione eserciti un grande impatto sulla biodiversità degli animali selvatici. L’apartheid infatti porta alla chiusura dei corridoi naturali che gli animali usano per spostarsi tra nord e sud e tra est e ovest. Ciò  limita la crescita della popolazione in alcune aree, mentre la aumenta in altre. Questo può portare a disastri e a epidemie. Egli ha infatti spiegato come la diminuzione e/o l’aumento degli animali possano influire sull’equilibrio ambientale: “L’esistenza di alcuni animali è collegata all’esistenza di alcune piante, quindi l’estinzione di questi animali influenzerà questo equilibrio naturale, oltre ad avere un impatto sul processo di impollinazione e sulla predazione naturale di alcuni parassiti. La diminuzione e l’estinzione di alcuni predatori naturali  porteranno all’aumento delle loro prede e potranno aumentare anche i parassiti che si trasferiscono dagli animali all’uomo generando problemi per la salute umana. Si dovrebbe inoltre studiare l’impatto economico, soprattutto in quegli insediamenti costruiti illegalmente in valli ricche di biodiversità come Qana e Asyon”.

Le reti di contrabbando e i gruppi di contrabbandieri organizzati sono molto più numerosi di quanto viene sequestrato.

 Un ex funzionario della dogana al checkpoint di Al-Karama ha affermato che ciò che viene sequestrato è un’inezia al confronto del numero effettivo di uccelli che vengono contrabbandati, aggiungendo inoltre che la rete del contrabbando di uccelli è ormai estesa tanto quanto quella della cannabis. I commercianti illegali di solito hanno il loro “personale” per contrabbandare i beni. “La maggior parte dei contrabbandieri sono donne. Ad esempio, una volta abbiamo scoperto che una donna viaggiava con sei ragazze, nascondendo 120 uccelli sotto i vestiti “, ha dichiarato l’ex funzionario. “Per questo motivo, abbiamo assunto dipendenti di sesso femminile per ispezionare le donne al posto di controllo di Al-Karama, soprattutto dopo aver scoperto quanto grande fosse il loro utilizzo” ha dichiarato il tenente colonnello Nasser

Sebbene Il Dr. Adwan non escluda l’esistenza di reti di contrabbando, non si hanno tuttavia sufficienti informazioni per rilasciare una dichiarazione ufficiale  a riguardo.

Le ragioni del contrabbando e della caccia.

Tutte le persone intervistate hanno affermato che le ragioni del contrabbando e dell’eccessiva caccia  non dipendono da motivi presunti come disoccupazione, cattive condizioni economiche e mancanza di opportunità di lavoro, ma solo dal desiderio di realizzare profitti facili e di diventare ricchi, se pure attraverso metodi illegali.

Il Dr. Odwan afferma che la maggior parte dei cacciatori considera quest’attività come un hobby, un modo di mangiare. Egli quindi li incoraggia a utilizzare questo “hobby” in modo positivo, proteggendo  la natura e l’ambiente attraverso la collaborazione con associazioni che si occupano di questioni ambientali.

Il settore economico è la principale ragione del contrabbando.

Anche Mohammad Abu Hussei, il co-fondatore del “Bird Market” di Ramallah e di Al-Bireh,  non è d’accordo con l’assunto che la ragione principale del contrabbando siano le difficoltà economiche o la disoccupazione. “Un Cardellino costa 5 dinari in Giordania mentre è 300-350 NIS nella Westbank. Questo perché ai Palestinesi non è permesso importare cardellini “, ha spiegato.

Uccelli e animali più richiesti.

Il dott. Odwan ha enfatizzato come la pressione più grande sia quella sulle  gazzelle, sui porcospini e sulle iene. Ad esempio, i numeri della gazzella di montagna sono in costante diminuzione. Attualmente, ci sono solo circa 500 gazzelle, ed è difficile vederle nel loro habitat naturale. Il numero decrescente di iene rappresenta  un problema per gli habitat palestinesi, perché le iene sono i predatori naturali dei cinghiali.

Egli ha anche spiegato gli effetti dannosi che la caccia a specifici uccelli può avere sull’ambiente. Cacciare uccelli come le pernici, naturali prede di aquile e falchi, sconvolge l’equilibrio dell’ambiente. Invece di cacciare le pernici, i cacciatori dovrebbero prendere di mira uccelli che non appartengono all’habitat naturale, contribuendo così a  salvare la biodiversità in Palestina.

 

 

Dove si caccia di più?

Secondo il dott. Odwan, i cacciatori cacciano di più nel nord della West Bank, specialmente vicino a  città come Tulkarem e Jenin. La caccia alle gazzelle si svolge nel cuore della Cisgiordania, vicino alla valle del Giordano, in villaggi come Bardala, Kardala, Jeftlik e Fasayel.

Collaborazioni.

Il Dr. Odwan ha sottolineato come esista una collaborazione tra 48 cacciatori palestinesi e israeliani per cacciare le  stesse specie, con alcuni dei Palestinesi che scelgano di inviare ciò che cacciano in Israele. Ha poi proseguito dicendo che ci sono molte storie che denunciano  come cacciatori palestinesi vendano

 

Collaborazione con l’Environmental Quality Authority:  un grande punto di domanda.

Abu Naser ha sottolineato la continua collaborazione con l’Environmental Quality Authority nella cattura dei contrabbandieri di uccelli, soprattutto quando c’è da applicare la procedura nei casi di contrabbando di uccelli e animali rari. Odwan ha concordato con lui e ha aggiunto che la collaborazione  non riguarda solo questioni di caccia. Quando gli abbiamo chiesto il numero di contrabbandieri arrestati al check point di Al-Karama, ha risposto: “Zero, non abbiamo un ufficiale lì, anche se abbiamo una collaborazione con l’Autorità per la Qualità Ambientale. Gli Israeliani arrestano i trafficanti prima ancora che raggiungano il checkpoint palestinese “.

 

Mancanza di leggi e procedure efficaci.

“Le pene per i cacciatori sono conformi alla legge giordana sull’ambiente del 1962, pene ormai non più rilevanti. Le pene sono comprese tra una multa dai 20 ai 200 dinari o la scelta di essere incarcerato per un mese ” dice il dottor Odwan.

Quando ha spiegato le sanzioni per i contrabbandieri, ha aggiunto: “Questa non è la nostra specialità, quindi indirizziamo i contrabbandieri alla pubblica accusa. Entrano uccelli senza certificati ufficiali o permessi speciali “. Al-Atrash ha aggiunto che “mentre c’è un vuoto legislativo da parte palestinese, la pena che le autorità israeliane comminano ai cacciatori può arrivare fino a sei mesi di reclusione, compresa una multa di 1200 dollari”.

Al-Atrash ha dichiarato: “Le leggi impediscono il contrabbando di specie minacciate a livello globale. Le leggi ambientali giordane vietano il commercio di uccelli in via di estinzione. Sfortunatamente, i regolamenti esecutivi di questa legge non sono applicati in Palestina. I Palestinesi inoltre  non hanno il controllo del mercato nero o del commercio transfrontaliero “.

Il dott. Dodin ha affermato che sta lavorando a una legge per proteggere la natura nella quale sono comprese le pene e una chiara descrizione degli animali che possono essere catturati. Questa legge includerà anche il divieto di pescare al di fuori di periodi stabiliti e impedirà la pesca nelle riserve naturali. Proteggerà inoltre la biodiversità, in particolare salvaguarderà le specie in via di estinzione minacciate da specie aliene invasive.

aquile e iene agli Israeliani invece che ai Palestinesi.

L’acquisto e l’allevamento di specie a rischio estinzione.

Mentre i cacciatori sono impegnati nella caccia, Khader Al-Rafidi, di Jefna , che per hobby  fa riprodurre e alleva uccelli selvatici , dice:: “Invece di uccidere certi animali, li compro e li allevo. Ad esempio, compro iene a 700-1000 NIS, porcospini a 300-400 NIS, cervo piccoli a 400-500 NIS, falchi a  100 NIS. Khader non sa esattamente quanti animali possieda, ma spiega che nel suo giardino ha diverse specie. Considera anzi il suo giardino il nucleo di uno zoo, anche se il governo israeliano gli impedisce di ottenere la licenza. Tuttavia, ha ricevuto una licenza dall’Autorità per la Qualità Ambientale. “Quando ho troppe specie, le rilascio in natura”, dice.

 

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